EFFETTO CINEMA

Effetto cinema - il cinema che parla di cinema

La sezione che propone alcuni documentari storici sul cinema italiano, è quest’anno particolarmente ricca. Molti i film con cui fare un tuffo nel passato: Dino Risi forever di Fabrizio Corallo. Così mangiavano di Giancarlo Rolandi, Alfredo Bini, ospite inatteso di Simone Isola, L’arma più forte – l’uomo che inventò Cinecittà di Vanni Gandolfo, Marcello Mastroianni di Mimma Nocelli, Nessuno ci può giudicare di Steve Della Casa e Chiara Ronchini.

L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Nessuno ci può giudicare di Steve Della Casa e Chiara Ronchini con la partecipazione di Don Backy, Caterina Caselli, Tony Dallara, Ricky Gianco, Mal, Rita Pavone, Gianni Pettenati, Shel Shapiro, Piero Vivarelli (Italia, 2016, 83’)

Nell’Italia del secondo dopoguerra e del miracolo economico, il cinema continua a essere il divertimento preferito degli italiani nonché lo specchio vero dell’Italia che cambia. E i film musicali, che vedono per protagonisti prima gli “urlatori” (Celentano, Mina, Dallara…) e poi i cantanti beat (Morandi, Pavone, Caselli, Mal…) raccontano un’Italia che cambia velocemente. I giovani per la prima volta nella storia nazionale possono essere indipendenti economicamente dalla famiglia e possono coltivare i loro gusti musicali, il proprio modo di vestire.

Il cinema racconta puntualmente questo cambiamento, e l’Archivio dell’Istituto Luce lo segue passo dopo passo. Attraverso una serie di interviste inedite (Rita Pavone, Caterina Caselli, Shel Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli…) e un’approfondita ricerca sul materiale d’archivio e sui film musicali, una carrellata sull’Italia che da paese agricolo diventa potenza industriale, che inventa un nuovo modo di divertirsi ma al tempo stesso scopre il gusto della ribellione.

Marcello di Mimma Nocelli con Alessandro Bignami (Italia, 2016, 43’)

Quello sguardo sornione che spunta da un paio d’occhiali da sole, nello splendore onirico di 8 e 1/2, racconta il cinema italiano del Novecento e una delle sue espressioni più pure e popolari, Marcello Mastroianni, incarnazione per eccellenza dei sogni di Federico Fellini e di tutti gli altri grandi registi che hanno fatto la storia del nostro paese.

“Marcello”, l’omaggio di Mimma Nocelli con la collaborazione di Alessandro Bignami, è un viaggio nella vita e nella carriera dell’attore attraverso il prezioso materiale delle Teche Rai e le sequenze di alcuni dei suoi film più celebri che meglio ne raccontano l’eleganza, la semplicità e la leggerezza mai superficiale.

L’arma più forte. L’uomo che inventò Cinecittà di Vanni Gandolfo da un’idea di Valeria Della Valle voce narrante Diego Abatantuono (Italia, 2016, 54’)

Cinecittà è famosa in tutto il mondo, ma nessuno ricorda più il nome di chi l’ha inventata. Quell’uomo si chiamava Luigi Freddi. Il documentario rievoca la vita di quello che è stato a lungo considerato, negli anni successivi alla caduta del regime, solo uno dei più influenti gerarchi del cinema del ventennio nero. Attraverso le immagini dell’Archivio Luce viene raccontata la storia di Freddi: futurista con Boccioni e Marinetti, interventista, volontario nella prima guerra mondiale, legionario dannunziano a Fiume, giornalista, appassionato di aviazione, fascista.

Ma la passione dominante, nella vita di Freddi fu quella per il cinema, nata negli anni Trenta durante i viaggi a Hollywood, dove osservò e studiò tutti gli aspetti della produzione cinematografica americana e conobbe famosi produttori e registi americani.

Così mangiavamo di Giancarlo Rolandi con la voce di Claudia Cardinale e con Antonello Fassari, Vinicio Marchioni e Gianmarco Tognazzi (Italia, 2008, 75’)

Il cinema è un mondo traboccante di cibo: fotogrammi, sequenze, scene, interi film. Il cibo può essere uno spunto, un tema, uno sfondo, una comparsa o un protagonista assoluto. Nel cinema italiano, la tavola, la cucina, il pranzo hanno un posto di enorme rilievo semplicemente perché il cibo, nel nostro paese, è l’argomento di discussione principe. E’ anche la storia della rivoluzione sociale che trasforma radicalmente l’Italia, dell’abbandono della campagna per le città, della crescita dei modelli consumistici. E dell’incredibile capacità della cucina italiana di rimanere vitale. Tutto ha inizio con una smisurata fame. Spezzoni di film, repertorio, citazioni recitate da attori che interpretano personaggi del cinema italiano del passat, libri, e immagini che compongono un viaggio nel gusto del cinema italiano per raccontare il passaggio dalla fame alla sovrabbondanza. E alla capacità di immaginare un futuro diverso per la produzione alimentare, una capacità auspicabile quanto necessaria.

Dino Risi forever di Fabrizio Corallo (Italia, 2016, 45’)

Nell’affettuoso ritratto del regista milanese autore di tanti folgoranti racconti satirici sul costume nazionale e la società in evoluzione dal secondo dopoguerra ai nostri giorni spiccano divertenti ed imprevedibili aneddoti di set e di vita da lui rievocati in prima persona e significative testimonianze sul suo lungo e fecondo percorso artistico di autorevoli colleghi come Martin Scorsese, Ettore Scola, Mario Monicelli e Marco Tullio Giordana e dell’indimenticabile coprotagonista de “Il sorpasso” Jean Louis Trintignant.

Alfredo Bini, l’ospite inatteso di Simone Isola (Italia, 2016, 83’)

Montalto di Castro, 2001. Di fronte al Motel Magic di Giuseppe Simonelli giunge un anziano signore. Si trova temporaneamente senza dimora e chiede ospitalità per due o tre giorni. Simonelli gliela concede, affascinato dai racconti e dalla simpatia di quell’uomo. Non lo sa ancora, ma l’ospite inatteso è Alfredo Bini, storico produttore cinematografico, noto soprattutto per la lunga e intensa collaborazione con Pier Paolo Pasolini, che aveva fatto esordire nel 1960 con “Accattone” e del quale aveva prodotto tutti i film sino a “Edipo re” del 1967. I due o tre giorni di ospitalità diventeranno dieci anni, e un rapporto speciale, come tra padre e figlio.

Dalla storia di Giuseppe, e dalle testimonianze di ‘collaboratori’ come Bernardo Bertolucci, Claudia Cardinale, Ugo Gregoretti, Piero Tosi, Giuliano Montaldo e altri ancora, e attraverso immagini di repertorio, film, foto e memorie autobiografiche ‘rilette’ da Valerio Mastandrea, viene ripercorsa una vita vissuta per il cinema. Quella di un produttore mitico, con oltre 50 film prodotti, che aveva esordito ‘col botto’ con Il bell’Antonio, e che credette nel talento – oltre che nello scandalo – di uno dei nostri più grandi registi, e di altri importanti autori; che negli anni ’70 virò verso un cinema ‘erotico ed esotico’ mentre nella sua filmografia si aggiungevano i nomi di Bresson e Chabrol; che nell’ultima parte della sua parabola si eclissò, senza chiedere aiuto al mondo del cinema. Alfredo Bini, ospite inatteso restituisce così una storia emblematica del cinema italiano; e soprattutto, restituisce la storia di un produttore coraggioso, scomodo, mai banale, appassionato, convinto di un paradosso: che il pubblico potesse accettare il cinema d’autore e di qualità, e decretarne il successo. Un paradosso che lui era riuscito a produrre.